Parco Lagoni: si cerca di fronteggiare quella che da tempo è diventata un’emergenza.

Parco Lagoni, anni che si contano i danni

Anche le zone dell’aronese e del borgomanerese sono, negli ultimi anni, teatro dei danni alle coltivazioni effettuati dai cinghiali. Il problema è serio: gli agricoltori continuano a lamentare vere e proprie distruzioni dei campi e dei prati, che vengono letteralmente arati dai selvatici. Per questo, nella sede della Provincia di Novara, lunedì è stato presentato un nuovo strumento d’azione nella lotta ai cinghiali, che vede per la prima volta, uniti nell’intento tre soggetti importanti. Si tratta dell l’Ambito territoriale di caccia, la direzione del Parco del Ticino e la Provincia di Novara stessa.

Già abbattuti 24 esemplari

“Il problema – hanno spiegato durante l’incontro con la stampa – riguarda le fasce periferiche del parco del Ticino, da Bellinzago e fino a Varallo Pombia. I cinghiali infatti fanno razzie in quelle aree perché possono rientrare nelle zone protette per mettersi al sicuro. Il nuovo accordo prevede l’unione delle forze in campagne di caccia o cattura dei cinghiali. Nel solo mese di novembre, attraverso le girate (delle particolari battute di caccia) sono stati abbattuti ben 24 esemplari. Di questi 18 erano femmine e ben 9 erano gravide. Considerando che ogni gestazione porta alla nascita di circa 8 individui è un buon risultato”.

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Nel Parco dei lagoni

Nello specifico anche nel parco dei Lagoni sono in corso delle battute, per ora però, vista la classificazione del parco a bassa criticità, è possibile solamente la cattura tramite gabbie trappola. “Al 31 dicembre – ha spiegato Alessandro Baroli, neo presidente Atc – scadrà il piano che vede i Lagoni come bassa criticità. Sappiamo che anche lì il problema è serio, e dal prossimo anno, con l’alta criticità, potremo partire anche ai Lagoni con le girate, applicando le tecniche che si applicano in Ticino”.