Antonino Cannavacciuolo e la dedica d’amore per il luogo che lo ha “adottato”. Assieme alla moglie gestisce Villa Crespi dal 1999.

Antonino Cannavacciuolo e Orta

“Certo non ero abituato a questi paesaggi: la prima nevicata me la ricordo ancora, c’era un silenzio tutt’intorno che mi emozionò”. Con queste parole e una foto da mozzare il fiato Cannavacciulo ha espresso il suo amore per il lago D’Orta e per il novarese.

Le origini

Insieme a Cinzia Primatesta, sua futura moglie, nel 1999 inizia la gestione di Villa Crespi, una splendida villa moresca sul Lago D’Orta adibita con 14 camere e suite ad hotel di charme oltre che a ristorante con 50 coperti alla carte.

Presto arrivano i primi riconoscimenti, tra cui nel 2003 la prima Stella Michelin, i Tre Cappelli della Guida dell’Espresso e le tre forchette della Guida Gambero Rosso.
Antonino Cannavacciuolo è stato insignito delle seconda Stella Michelin nel 2006.
Seguono molti altri riconoscimenti, tra cui il posizionamento tra i Foodie Top 100 Restaurants Europe nel 2013, e altri, troppo numerosi per nominarli tutti, ma ognuno fonte di orgoglio ed ispirazione per raggiungere nuove mete in quello che è per lui e Cinzia il fantastico mondo dell’ospitalità e della grande ristorazione.

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La vita novarese

Nel frattempo si sposa e con Cinzia ad Orta San Giulio ed insieme creano ad Orta la propria famiglia.
Antonino è ormai profondamente legato alla sua terra adottiva, il Piemonte, dalla quale prende spunto arricchendo la sua innovativa vena culinario creativa che sposa perfettamente ingredienti e sapori del sud e il nord Italia. Anche a Novara ha aperto di recente due locali.