Stop cibo falso. Sede e indirizzo dello stabilimento di produzione o di confezionamento non saranno più tabù nell’etichetta degli alimenti. Scatta, infatti, l’obbligo di indicare tali informazioni.

Stop cibo falso

 Sede e indirizzo dello stabilimento di produzione o di confezionamento non saranno più tabù nell’etichetta degli alimenti. Scatta, infatti, l’obbligo di indicare tali informazioni.
Si tratta di un norma, come precisa il presidente della Coldiretti interprovinciale Sara Baudo,  “per consentire di verificare se un alimento è stato prodotto o confezionato in Italia. Questa è sostenuta dai consumatori che per l’84% ritengono fondamentale conoscere, oltre all’origine degli ingredienti, anche il luogo in cui è avvenuto il processo di trasformazione. Questo secondo la consultazione on line del Ministero delle Politiche Agricole”.
Con l’obbligo arrivano anche sanzioni, in caso di inadempimento, che vanno da 2.000 euro a 15.000 euro.
Coldiretti insieme alla Fondazione Campagna Amica ha avviato la raccolta firme sulla petizione #stopcibofalso. Questo per chiedere al Parlamento Europeo che i consumatori abbiamo la possibilità di conoscere da dove arriva il cibo che portano in tavola. E’ possibile firmare la petizione sul sito: www.novara-vco.coldiretti.it.