Sindacalisti arrestati davanti ai cancelli della Dsv: l’episodio è avvenuto nella giornata di venerdì 23 febbraio.

Manifestazione non autorizzata: sindacalisti arrestati

“3 lavoratori del S.I. Cobas di Novara in questo momento si trovano in stato di fermo in questura, a seguito delle violente cariche che la polizia ha effettuato contro i lavoratori della Dsv in sciopero. Liberi tutti subito!”. E’ con questo messaggio che la pagina Facebook della sigla sindacale dei lavoratori nel settore logistico ha annunciato il fermo di tre sindacalisti, impegnati in un picchetto fuori dai cancelli della Dsv, azienda di logistica e trasporti.

Giornata di sciopero nazionale

Venerdì era stata indetta una giornata di sciopero nazionale. Anche nel Novarese la sigla sindacale aveva aderito all’iniziativa nazionale. Ma a quanto pare il picchetto non era stato autorizzato. Sono quindi intervenuti gli agenti della polizia, ai quali due sindacalisti – il coordinatore provinciale e un delegato sindacale – si sarebbero rifiutati di forire le proprie generalità. I due sindacalisti sono stati così portati in questura, dove sono rimasti fino alle 17 del pomeriggio. Sono state spiccate denunce per violenza privata e manifestazione non autorizzata. Sono tornati in libertà poi nel pomeriggio.

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La replica del gruppo Star

Con una nota stampa, alla protesta ha replicato il gruppo Star, di cui Dsv è committente. “La manifestazione non autorizzata appare pretestuosa e lesiva della produttività delle imprese attive nella sede logistica, tra l’altro, non tutte interessate dalle rivendicazioni dei Cobas. Si evidenzia che le pretese dei Cobas sono state affrontate e discusse in occasione degli incontri del 20 dicembre 2017 (cui i Cobas non si sono presentati) e del 15 febbraio u.s. (presenti i Cobas); eventi ai quali hanno partecipato operosamente le Organizzazioni Confederali firmatarie del CCNL, come documentato nei verbali trasmessi alla Prefettura di Novara. Spiace ancora una volta rilevare che unico strumento impiegato dai Cobas per sostenere un “confronto” tra dipendenti e imprese, sia ricorrere arbitrariamente all’occupazione dell’impianto, così ostacolando la produttività di tutti”.