Giro di spaccio nei boschi del Borgomanerese: a processo compaiono i testimoni.

Giro di spaccio tra Borgomanero, Boca, Cavallirio e Fontaneto

Continuano a comparire davanti al giudice i testimoni del giro di spaccio scoperto dai carabinieri nei boschi del Borgomanerese nel 2016. A processo, con l’accusa di spaccio, è finito un ventenne di nazionalità marocchina che in quegli anni abitava con alcuni connazionali a Borgomanero. Il giovane fu infatti arrestato insieme ad altri tre connazionali nel febbraio del 2016. Il tutto avvenne a conclusione di complesse indagini dei carabinieri di Arona che avevano portato a scoprire una fitta rete di spaccio di cocaina, eroina, hashish e marijuana. Gli scambi avvenivano dunque per lo più di notte, nei boschi tra Gozzano, Borgomanero, Boca, Cavallirio, Fontaneto d’Agogna, Cavaglio e Prato Sesia.

Dai testimoni emerge una versione unica

“In quegli anni compravo cocaina ed eroina con frequenza quasi giornaliera – dice uno dei testimoni – uno o due grammi alla volta per una cifra di 20, 30 euro. La acquistavo nei boschi di Fontaneto e i contatti si prendevano per telefono. Chiamavo e dicevo “uno di brutta e uno di bella” e poi ricevevo istruzioni per andare a ritirarla. Generalmente veniva fuori qualcuno dal bosco con la roba già pronta. Non sapevo i nomi dei ragazzi, non erano italiani, ma ricordo che si facevano chiamare con nomi italiani. Non so quanti fossero, una decina forse. Poi dal novembre del 2015 c’è stata una specie di scissione, io ho continuato a rifornirmi da entrambi i gruppi e in qualche occasione sono anche andato nei boschi di Castellanza. L’imputato? No, non lo conosco. Non l’ho mai visto. Perché lo avevo riconosciuto nelle foto che mi avevano fatto vedere i carabinieri? Non so, di certo in quel periodo non stavo bene, non ero molto lucido”. Una testimonianza identica, nella sostanza, a quella degli altri numerosi ragazzi, consumatori di droghe che acquistavano nei boschi, ascoltati nelle udienze precedenti.