Come ogni anno arriva puntuale la lettera di un’attivista di Tortona

Questo periodo dell’estate per le nostre zone significa che è tempo dei palii. Tra i più conosciuti e seguiti ci sono quelli degli asini di Premosello Chiovenda e di Borgomanero, e quello delle galline di Villadossola. Ma da qualche anno a questa parte questo genere di manifestazioni porta con sé anche una scia di polemiche e proteste, messe in atto da gruppi di animalisti che vedono nel reiterarsi di queste sagre non già l’omaggio alle radici contadine dei centri in cui vengono organizzate, ma un gesto senza umanità di violenza verso gli animali stessi.

«Sul sito web del Distretto Turistico del Laghi – dice l’attivista Paola Re, con una lettera spedita agli organi di stampa – è scritto “Il Palio è corso dagli asini che a volte non ne vogliono proprio sapere di correre per le vie del paese. Una manifestazione divertente e rilassante che si svolge il giorni di Ferragosto!” Se questa è la competenza di un sito atto alla promozione turistica, forse è meglio stare alla larga dal distretto dei laghi per evitare brutte sorprese. Se in Italia ci fosse la corrida, riuscirebbe a promuovere pure quella. Chi si diverte e si rilassa nel vedere animali correre in un palio, non ha ancora compreso quanta sofferenza ci sia in questi spettacoli ispirati al senso di dominio e sottomissione.  Nei video di precedenti edizioni della corsa, il 2012 https://www.youtube.com/watch?v=YJZooh7X1Ao e il 2014 https://www.youtube.com/watch?v=f6-K0TXWihc ho visto fantini battere le mani sul dorso e sferrare calci nel ventre al disgraziato asino che montano: tutto regolare. Umiliare un animale non solo è considerato a norma ma è pure un “divertimento”. Gli asini sono animali tranquilli che non farebbero mai una simile corsa spontaneamente eppure gli esseri umani, per la solita bramosia del divertimento, li sottopongono allo sfruttamento di chi li monta e al ridicolo di chi li guarda. Ciò che è ancora più sconfortante in queste corse è la presenza di bambini a bambine che vedono animali costretti a comportarsi in modo innaturale percependo l’idea di dominio come “normale” nel rapporto che l’essere umano instaura con l’essere non umano. Oltre 650 psicologi hanno sottoscritto un documento – continua l’attivista – http://annamariamanzoni.blogspot.it/p/documento-psicologi.htmlin cui esprimonomotivata preoccupazione rispetto alle conseguenze sul piano pedagogico, formativo, psicologico della frequentazione dei bambini di circhi, manifestazioni e spettacoli in cui vengono impropriamente impiegati animali. Queste realtà, infatti, comportano che gli animali siano privati della libertà, mantenuti in contesti innaturali e in condizioni non rispettose dei loro bisogni, costretti a comportamenti contrari alle loro caratteristiche di specie. Tali contesti, lungi dal permettere ed incentivare la conoscenza per la realtà animale, possono essere veicolo di una educazione al non rispetto per gli esseri viventi, indurre al disconoscimento dei messaggi di sofferenza, ostacolare lo sviluppo dell’empatia, che è fondamentale momento di formazione e di crescita, in quanto sollecitano una risposta incongrua, divertita e allegra, alla pena, al disagio, all’ingiustizia”.  A Sala Biellese (BI), esiste Il Rifugio degli asinelli http://www.ilrifugiodegliasinelli.org/ un luogo in cui gli asini sono destinati a essere coccolati, non battuti e costretti a correre. La lotta, difficile da vincere ma doverosa da portare avanti, è quella per far capire che gli asini non sono fenomeni da baraccone ferragostano ma esseri senzienti col diritto a una serena convivenza interspecifica che non preveda atteggiamenti violenti, frastuono, schiamazzi tipici di feste culturalmente arretrate. Certe Amministrazioni Comunali che lo hanno capito spazzando via spettacoli retrogradi e incivili tengono accesa la speranza che non tutto sia perduto. A Venaria (TO) era in auge da parecchi anni la corsa degli asini al Palio dei Borghi e il Sindaco appena eletto ha fatto ciò che si dovrebbe fare in ogni città che presenta questo genere di spettacolo: abolirlo. http://www.quotidianopiemontese.it/2016/02/05/addio-palio-degli-asini-a-venaria-il-sindaco-cinque-stelle-travolto-dalle-critiche/#_“(…) confermato quanto era stato annunciato nel programma elettorale dell’anno scorso, ribadendo l’intenzione di proibire “su tutto il territorio comunale di qualsiasi forma di spettacolo o di intrattenimento pubblico che contempli in maniera totale, oppure parziale, l’utilizzo di animali sia appartenenti a specie domestiche sia selvatiche”. (…) Una motivazione a cui l’amministrazione ha deciso di associare anche una citazione di Gandhi, “La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali”. Ma a Premosello Chiovenda – conclude Paola Re – Gandhi non è un esempio virtuoso».