Rubarono borsa all’interno di un campeggio: il pm chiede per loro una pena esemplare.

Rubarono borsa con all’interno una collanina

Risale a cinque anni fa il furto avvenuto all’interno di un campeggio castellettese per il quale ora gli imputati sono stati chiamati a rispondere di fronte al tribunale. La vicenda riguarda una coppia, lui cinquantenne, lei quasi sessantenne, residente in Lombardia. L’accusa per loro è di furto e indebito utilizzo di una carta di credito. Secondo l’accusa, avrebbero rubato una borsa, lasciata incustodita nei pressi della reception, che era di una ragazza che nel camping faceva l’animatrice. Nella borsa, oltre a una collanina d’oro che la ragazza, lombarda anche lei, all’epoca dei fatti appena diciottenne, aveva riposto, anche il portafoglio con dentro una carta di credito.

Dopo il furto il tentativo di rivendere il monile

Non impiegarono molto gli investigatori a risalire all’identità di chi aveva preso quella borsa e utilizzato la carta di credito in essa contenuta. Anche perché i due non avevano preso grandi precauzioni. Poco dopo aver preso la borsa, secondo quanto avevano ricostruito gli investigatori, i due si sarebbero recati in una gioielleria della zona e avrebbero venduto la collanina ricavandone la somma di 100 euro. Avrebbero quindi cercato di acquistare un anello e un paio di orecchini, costo 89 euro, pagandoli con la carta di credito. Al momento dell’acquisto lui aveva esibito la carta d’identità. E così, ascoltata la commessa della gioielleria e l’impiegata del campeggio, e grazie anche a un riconoscimento fotografico, gli investigatori sono risaliti alla coppia. La ragazza poi ha ritirato la querela.

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La sentenza è attesa per marzo

Il difensore ha chiesto l’assoluzione dal reato di furto aggravato (alla stessa conclusione è giunto anche il pubblico ministero escludendo l’aggravante della destrezza) e non doversi procedere per l’utilizzo della carta di credito per la modesta entità del danno economico. il pm ha invece chiesto dieci mesi di condanna e il pagamento di una multa di 400 euro. La sentenza sarà pronunciata a marzo.