Vendemmia 2017 Erbaluce: un’annata calda con gelate primaverili che hanno un po’ compromesso la quantità del vino nostrano. Gli esperti però rassicurano: nel complesso la qualità media della produzione vitivinicola piemontese è elevata.

Vendemmia 2017 Erbaluce

Questa la sintesi della stagione vitivinicola appena trascorsa, caratterizzata da molte anomalie, dalla germogliazione precoce delle vite all’estate equatoriale passando per le gelate di fine aprile. Tutto questo ha portato ad un notevole calo (19,8%) del raccolto come raccontano i nostri colleghi de ilcanavese.it

“Anteprima Vendemmia 2017”

Il rapporto annuale stilato dal Vignaioli Piemontesi, “Anteprima Vendemmia 2017” parla delle difficoltà dei raccolti del 2017 ma assicura un’ottima qualità del prodotto.
L’80% della produzione enologica piemontese, si legge nel rapporto, è costituita da vini a Denomina di origine. Abbiamo infatti 18 vini a DOCG e 42 DOC (su 73 DOCG e 332 DOC nazionali): il più alto numero tra le Regioni, derivanti da una ventina di vitigni autoctoni storici, tra i quali Arneis, Cortese, Erbaluce, Favorita, Moscato Bianco, Barbera, Bonarda, Brachetto, Dolcetto, Freisa, Grignolino, Malvasia, Nebbiolo, Ruchè, Pelaverga.

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L’Erbaluce

“Grandissima performance dell’Erbaluce nei vigneti dell’Alto Piemonte quest’anno. – decreta “Anteprima Vendemmia 2017″ – L’ accumulo zuccherino raggiungeva livelli già prossimi ai 18°Babo alla fine di agosto, anche nel Canavese, dove la tipica forma di allevamento espansa (pergola calusiese) ne determina, di norma, un leggero sfasamento rispetto a quello della spalliera del novarese”.

Neanche la vendemmia anticipata ha influenzato la qualità del prodotto finale, come scrive il rapporto. “Iniziata con storico anticipo nel novarese il 4 settembre e conclusa poco dopo la metà del mese con eccellenti partite destinate al Caluso Passito. Da segnalare una forte riduzione quantitativa soprattutto negli impianti con sesti di impianto fitti in controspalliera, rispetto a quelli espansi del Canavese”. Anche le gelate primaverili hanno inciso, e non poco. “L’incidenza della gelata del 18 aprile è stata discreta in quest’ultime zone, arrivando a punte (molto limitate) anche del 20%.”.