Legge sul biotestamento approvata: la sezione novarese del Popolo della famiglia protesta al Senato.

Legge sul biotestamento approvata: “E’ deriva antropologica”

Alberto Cerutti, presidente della sezione di Novara Vco del Popolo della famiglia, ha comunicato la partecipazione della sezione novarese alle proteste organizzate davanti al Senato per l’approvazione della legge sul biotestamento di giovedì 14 dicembre. Anche da Novara quindi si parteciperà al presidio davanti al Senato, mentre a Borgomanero ci sarà un convegno del partito Radicale sul tema. Fu proprio da Borgomanero che ripartì il dibattito nazionale, due anni fa, con la vicenda di Dominique Velati.

Il comunicato del Popolo della famiglia Novara-Vco

“Un ultimo, disperato tentativo di fermare una legge di morte, che apre la strada all’eutanasia in Italia”. Così spiegano dalla sezione del partito di Adinolfi. “Con le DAT, infatti, sarà legittimo lasciar morire di fame e di sete un paziente. Con la consapevolezza che difficilmente avrebbe sortito un effetto ma con la certezza morale di dover provare fino alla fine a smuovere le coscienze dei senatori, anche il presidente dell’associazione Popolo della famiglia Novara e VCO, Alberto Cerutti, ha organizzato insieme a numerose altre associazioni che da decenni si battono per il diritto alla vita, il presidio davanti a Palazzo Madama”. Il presidio è stato organizzato infatti “per consegnare ai senatori un accorato appello a non firmare la legge sul biotestamento”.

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“Vuol fare sentire la voce della maggioranza silenziosa del Paese”

“Un’iniziativa che vuole far sentire forte la voce della maggioranza silenziosa del Paese che, fedele alla millenaria cultura umanitaria e sussidiaria che caratterizza gli italiani”. Maggioranza che “da sempre al primo posto per cura della persona e attenzione per i più deboli, rimane convinta che l’eutanasia sia un male assoluto. Da tenere lontano dall’ordinamento italiano. Lasciar morire di fame e di sete una persona, esponendola così ad atroci sofferenze durante la sua agonia, tutto è fuori che una scelta di civiltà”.

I risvolti economici della legge secondo il movimento di Adinolfi

“È sicuramente una scelta economica – spiegano dal Popolo della famiglia Novara e Vco – visto che staccare la spina fa risparmiare centinaia di migliaia di euro rispetto al prendersi cura del malato fino alla morte naturale; è una scelta che esalta l’illusione di controllo che l’uomo ha su di se, spianando invece la strada a tutte le fragilità. Per questo anche la nostra Associazione ha voluto gridare il proprio fermo no a questo nuovo passo della deriva antropologica in Italia”.