Dentifricio, come faremmo senza? Quello moderno ha abbondantemente superato i 50 anni di vita: la sua nascita è fissata infatti al 1960, quando alle paste utilizzate per la pulizia dei denti è stato aggiunto il fluoro, per realizzare un dentifricio del tutto simile a quelli in uso oggi. L’utilizzo di sostanze diverse per migliorare l’igiene orale, tuttavia, è molto più antico di quanto si potrebbe immaginare, anche se in passato le miscele utilizzate per questo scopo erano sicuramente meno gradevoli di quelle attuali.

Un salto nel tempo

La storia del dentifricio è molto remota e ci riporta al tempo degli ominidi del Quaternario. I nostri progenitori per l’igiene orale adoperavano, probabilmente, un composto ottenuto con ossa e gusci d’uovo schiacciati. Pulire i denti non doveva essere piacevole, anche se il procedimento doveva avere una sua efficacia. Una miscela di sale, pepe, foglie di menta e fiori d’iris, era invece usata dagli antichi egizi. Il gusto, in questo caso, era senz’altro più gradevole. Gli antichi romani, su invenzione del medico Scribonio Largo, si servivano di una miscela detergente a base di sale, aceto e miele, unita a schegge di vetro con proprietà abrasive e urina umana (sob!) dalle note proprietà antisettiche e antinfiammatorie.

In giorni più vicini a noi

Ai primi dell’800, in Inghilterra all’igiene dei denti si provvedeva con un miscuglio di sale, calcio, carbone e perfino polvere di mattone. Solo nel 1824, il dentista inglese Peabody inventò la prima pasta dentifricia con l’aggiunta di un detergente. Qualche decennio dopo, sarebbe stato John Harris a introdurre l’utilizzo del gesso. A quando risale la nascita dello spazzolino da denti? Non sappiamo, sappiamo però che questo strumento era appannaggio dei ricchi, mentre tutti gli altri si limitavano a utilizzare le dita. A partire dal 1873 la pasta dentifricia veniva prodotta già su scala nazionale, in grossi barattoli di ceramica.

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Il tubetto di metallo pieghevole

Un altro progresso si verificò nel 1892: il farmacista Washington Sheffield cominciò a mettere la pasta in un tubetto di metallo pieghevole (poi copiato per moltissimi altri prodotti), rimasto identico fino alla fine del 900 quando arrivarono sul mercato mondiale i tubetti in plastica. Il fluoro fece la sua comparsa nel 1914, ma solo nel 1955 fu messo sul mercato il primo dentifricio al fluoruro clinicamente testato. E dopo cinque anni l’American dental association (Ada), era il 1 agosto 1960, ammise che la pasta dentifricia con l’aggiunta di fluoro «può essere di grande utilità per combattere l’insorgenza di carie».

Oggi il dentifricio è insostituibile

Il dentifricio è divenuto un prodotto insostituibile praticamente in tutto il mondo. Oggi ne esistono moltissime varianti, da quello sbiancante a quello per proteggere le gengive sensibili, a quello, molto curioso, inventato da un farmacista di Aosta, pensato “per enogastronomi” capace di “rispettare il potere sensoriale delle papille gustative in previsione di una degustazione». E’ proprio vero che la fantasia umana non ha limiti…