Gara eroica per il judoka invoriese Filippo Bacchetta. Il giovane atleta ha affrontato i campionati nazionali nonostante il dolore e ha vinto l’argento.

Gara eroica per Filippo

Sembra proprio un bello spot per tutto lo sport e per le arti marziali ciò che l’invoriese Filippo Bacchetta ha fatto al PalaPellicone di Ostia. In occasione dei campionati nazionali Under 18 infatti, il giovane atleta del paese ha ottenuto una medaglia d’argento combattendo con le unghie e con i denti, nonostante il dolore provocato da una costola distaccata. Dopo il primo incontro il ragazzo ha accusato un improvviso dolore che non gli permetteva quasi di respirare. E’ riuscito comunque a portare a terra l’avversario e a immobilizzarlo.

Determinazione e tattica la chiave di tutto

Con moltissima fatica e sfruttando la tattica, Filippo è riuscito a imporsi anche nella seconda gara, conquistando la semifinale. Ma ha subito un altro colpo alla costola. Il fisioterapista gli ha diagnosticato un distacco della costola fluttuante, lo ha massaggiato e gli ha fasciato il torace. “Filippo non vuole mollare – racconta la sua allenatrice Betty Sartore – non può fare i suoi “speciali”. Tutti vedono la sua sofferenza, molti lasciano scorrere qualche lacrima nel vedere con quanta caparbietà non si arrende al dolore. E lui incredibilmente riesce a piazzare il tiro: ippon! Siamo in finale! Mezzo palazzetto si commuove!”.

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Un’uscita a testa altissima dalla finale

Nonostante il dolore e nonostante la sfida si facesse ancora più dura, Filippo Bacchetta ha voluto disputare anche la finale. “Piangendo per il dolore che ha combattuto come un leone – continua Sartore – ha disputato un finale al cardiopalma, tenendo testa all’avversario brillantemente fino a 10 secondi dal termine, quando su un suo tentativo di ancata, l’altro gli è rientrato e lo ha atterrato. Non abbiamo vinto la gara, ma sul piano umano abbiamo stravinto. Abbiamo messo in campo quelli che sono i veri valori dello sport: formare uomini che sanno lottare con dignità per raggiungere un obiettivo, dei veri uomini”.