Addio Portigliotti: si è spento improvvisamente a 68 anni. Ampio servizio sul Giornale di Arona in edicola in questi giorni.

Addio Portigliotti: il ricordo

In città molti lo ricordano dietro al bancone delle sue amate macellerie. E poi nei panni di volontario della Croce rossa. Ruoli e compiti diversi ma uniti da un comune denominatore: la voglia di fare bene, il tutto sempre con il sorriso e la giusta dose di ironia. Pier Damiano Portigliotti, spentosi improvvisamente all’età di 68 anni, era questo e molto altro per la città di Arona e per quanti lo conoscevano e amavano.

Le parole del figlio

Originario di Fara Novarese, dagli anni Settanta, quando aprì la prima macelleria in via Milano, si trasferì nella cittadina sul lago Maggiore dove, a parte una piccola parentesi dormellettese, visse con la moglie Maria. Poi la nascita del figlio Marco, che oggi ricorda così il padre: “Nella sua vita ha lavorato tanto. Amava la sua attività. Ci fu dal 1970 al 1983 quella in via Milano, poi una nuova macelleria in via Matteotti, vicino alle Poste, nel 1992. Aveva iniziato giovanissimo come garzone in una bottega, aveva imparato il mestiere e poi si era messo in proprio. Era davvero dedito al suo lavoro, gli piacevano le cose fatte bene, non lasciava nulla a metà. Il lavoro era la sua vita”.

Leggi anche:  Soppresso Treno Arona Novara: centinaia di viaggiatori a piedi

 L’impegno nella Croce rossa aronese

Una volta in pensione la strada di Portigliotti ha incrociato quella della grande famiglia della Croce rossa aronese. Ed è proprio dalla sede Cri che arriva un ricordo carico di affetto: “Era con noi dal 2011 – racconta il presidente Michele Giovannetti – era disponibile quasi tutti i giorni per svolgere vari servizi. Bastava chiamarlo e lui arrivava. Lo ricorderemo anche come grande tifoso di calcio. Prestava volentieri servizio in occasione delle partite del Novara e spesso si infervorava e si metteva nei panni del tifoso”. A condividere con lui quotidianamente turni e servizi c’era il volontario Fabio Dalla Rosa, che ricorda così Portigliotti: “Era uno che amava “sporcarsi le mani” lavorando, era contento di andare a casa stanco per il lavoro fatto. Se poteva dare una mano diceva sì. Voglio pensarlo sorridente, che guarda tutti di sottecchi da dietro gli occhiali. Era simpatico, amava parlare in dialetto, ti prendeva scherzosamente in giro appena ti vedeva”.

 

Il servizio completo sul Giornale di Arona in edicola in questi giorni