Aggressione in Laica: parla il presidente e amministratore delegato dell’azienda Andrea Saini. Ampio e approfondito servizio sul Giornale di Arona in edicola da oggi

Aggressione in Laica: il fatto

La fabbrica di cioccolato «Laica» di Arona questa settimana è stata al centro delle cronache locali e nazionali. Stavolta non per la bontà, innegabile, del suo cioccolato. Ma perché all’interno della ditta, nel reparto produzioni, è scoppiata una rissa tutt’altro che dolce. «Colpisce la collega con una barra di cioccolato da 1 kg: trauma cranico» titolava il Corriere della Sera. «Rissa a colpi di cioccolata» La Repubblica. «Picchia la collega con una barra di cioccolato». Un grave litigio «sui generis» è infatti avvenuto venerdì 23 con pesanti conseguenze per una donna di 44 anni di Arona. Questa infatti sarebbe stata vittima della furia di una collega che, in un moto di rabbia causato, pare, da delle pesanti offese personali, avrebbe preso una tavoletta da un kg di cioccolato fondente scagliandola contro il volto della donna. La donna ha riportato un trauma cranico e varie ferite al volto. La prognosi per lei è stata di 15 giorni. Sull’episodio stanno indagando i carabinieri.

Le decisioni dell’azienda

«La dipendente che ha aggredito la collega – spiega il presidente e amministratore delegato di Laica Andrea Saini – è stata subito sospesa in via cautelare e quindi le è stata effettuata una contestazione disciplinare. Dopo aver ricevuto la risposta della dipendente, pur con notevole dispiacere, siamo stati costretti a licenziarla in quanto l’aggressione di una collega per noi è un atto gravissimo incompatibile con la nostra policy aziendale. Dall’altra parte, sempre con dispiacere, abbiamo deciso di non rinnovare il contratto della signora aggredita in quanto sembrerebbe, secondo le informazioni raccolte, che essa abbia da parte sua provocato in modo pesante l’aggreditrice, originaria dell’Est Europa, con offese razziste e rivolte verso il figlio. Comportamento anche questo in contrasto con i principi dell’azienda, che naturalmente è del tutto estranea alle ragioni del litigio sfociato in aggressione».

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