Cava Miserotti sarà interessata da un intervento di recupero ambientale promosso dall’Amministrazione.

Cava Miserotti: dopo 20 anni la svolta

Cava Miserotti è un nome che molti gatticesi conoscono bene e che adesso torna a far parlare di sé. Sembrano maturi i tempi, dopo più di 20 anni, per una bonifica dell’area collocata accanto alla strada provinciale 19 che conduce a Oleggio Castello. “Adesso c’è un cancello posto davanti all’area – comunica l’ex sindaco Andrea Zonca – dopo anni di trattativa, alla fine dello scorso anno abbiamo approvato il ripristino ambientale. Solo ora è ufficiale, ma risale a prima del 31 dicembre 2018”.

Un’opera a lungo attesa

Il più soddisfatto è proprio l’ex primo cittadino gatticese. “Si tratta – spiega infatti – di riempire il grande buco con la terra secondo le norme dei piani di recupero: un’azione banale, ma che ha richiesto due decenni di discussioni. Abbiamo concordato l’intervento con la ditta che gestisce la cava, sono stati rilasciati i documenti e ora parte il cantiere. Numerosi cittadini ci hanno chiesto a più riprese quale fosse la situazione. Siamo contenti che, dopo le carte, ci siano i fatti. Il lavoro è approvato da Arpa, Regione e Asl. Qualcuno aveva paura che diventasse una grande discarica, ma non sarà così”.

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Il Comune ha vinto i contenziosi legali con il proprietario e il concessionario

La concessione di utilizzare quell’area come cava per scavare la terra risale agli anni ’90. Poi la decisione dell’ex sindaco Filiberto Farioli, nel 2005, di chiudere la cava non rinnovando la concessione, portò a due contenziosi legali. Uno fra il Comune e il concessionario della cava, ovvero lo scavatore, il quale voleva un rinnovo automatico. L’altro fra la proprietà dell’area e il concessionario: questo si è prolungato fino al 2016. Il Comune in tribunale ha vinto: “Noi abbiamo esercitato il dovere di ripristino – dice Zonca – presente nell’atto di concessione. Lo stato attuale non è uguale al progetto originario: c’è stato bisogno da parte delle istituzioni di approvare un’idea più moderna. Verranno creati gradoni muovendo la terra già presente e mantenendo, su richiesta di Provincia e Regione, la parte naturalistica che nel frattempo è cresciuta”.