Coldiretti Piemonte: con dazi stop invasione riso asiatico.

I dazi

L’Unione Europea cambia rotta e mette finalmente i dazi per fermare l’invasione di riso asiatico dalla Cambogia e dalla Birmania (ex Myanmar) che per anni ha fatto concorrenza sleale ai produttori italiani nonostante l’accusa di violazione dei diritti umani ed addirittura di “genocidio intenzionale” peri i crimini commessi contro la minoranza musulmana dei Rohingya. E’ quanto è emerso nell’incontro organizzato da Coldiretti a Roma per l’occasione vista la decisione di applicare la clausola di salvaguardia con i dazi sulle importazioni di riso da questi Paesi, assunta dal comitato “Sistema Preferenze Generalizzate” su proposta della Commissione europea.

Il comitato ha votato a maggioranza l’imposizione di misure di salvaguardia richieste dall’Italia con 13 voti a favore tra i quali la Francia (57% della popolazione), 7 astenuti tra i quali la Germania e 8 contrari tra i quali la Gran Bretagna con la mancanza di una maggioranza qualificata che consente ora alla Commissione di procedere con le misure da lei stessa proposte che prenderanno effetto da metà gennaio 2019.

“Un risultato frutto delle nostre mobilitazioni sia nelle città, come l’ultima dello scorso 18 novembre a Vercelli, sia degli incontri nelle sedi istituzionali che ha portato Bruxelles a riconoscere il danno economico dovuto ai volumi di importazioni di riso che giustificano l’attivazione della clausola di salvaguardia e lo stop alle agevolazioni a dazio zero. Il riso Indica prodotto in Cambogia e Myanmar arriva, infatti, sul mercato della Ue in volumi e livelli di prezzo tali da determinare serie difficoltà agli operatori europei del settore e pertanto è stato giustamente deciso il ripristino dei dazi nel triennio 2019-2022”, commenta Paolo Dellarole presidente di Coldiretti Vercelli e Biella con delega al settore risicolo.

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“Nonostante le accuse di sfruttamento del lavoro, anche minorile, i due Paesi asiatici hanno goduto fino ad ora da parte dell’Unione Europea del sistema tariffario agevolato a dazio zero per i Paesi che operano in regime EBA (tutto tranne le armi). E’ ora di dire basta – evidenziano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale – motivo per cui questa è una misura indispensabile al fine di difendere il nostro riso piemontese. Ricordiamo, oltretutto, che il Piemonte resta la regione italiana con i numeri maggiori a livello produttivo con 117 mila ettari, 8 milioni di quintali di produzione e quasi 1900 aziende”.

Coldiretti Piemonte, proprio per denunciare la realtà dei Paesi che fanno concorrenza sleale al riso italiano, ha realizzato, in collaborazione con il giornalista Stefano Rogliatti, “Rice to love”, un filmato unico nel suo genere che documenta la verità di quei luoghi e della situazione generata alle popolazioni dalle multinazionali e dai governi.