“Governo revochi gli aumenti”. Questo chiede la Cna dato che il miglioramento dei servizi di viaggio sarebbe solo “presunto”.

“Governo revochi gli aumenti”, l’intervento della Cna

La CNA Fita chiede al Governo di revocare immediatamente gli aumenti delle tariffe autostradali riconosciuti ai concessionari entrati in vigore il 1° gennaio 2018. “Il mondo dell’autotrasporto sembra avere una sola certezza – afferma Elio Medina, Direttore CNA Piemonte Nord – il primo giorno dell’anno, puntualmente, arrivano gli incrementi dei pedaggi a fronte di miglioramenti della qualità del
servizio solo presunti. Questi miglioramenti non vengono infatti riscontrati né dagli utenti, né dalle associazioni di categoria che rappresentano gli autotrasportatori”.

“Eppure, nei costi di un’azienda di autotrasporto di merci per conto terzi, i pedaggi autostradali rappresentano la terza voce di costo dopo personale e carburante, con un impatto di circa il 10 per cento. Un mezzo che esegue trasporti di linea nazionali effettua oltre il 70% della sua percorrenza annua su autostrade a pedaggio. Tanto per fare degli esempi, è davvero eccessivo l’incremento del pedaggio per viaggiare
sulla A4 Milano – Torino, pari all’8,34%. Più esiguo, fortunatamente, è l’aumento per la A26 Voltri – Sempione, 1,51%. Il Governo deve essere coerente, non può riconoscere che l’autotrasporto professionale italiano ha i costi più cari d’Europa e poi continuare a penalizzarlo”.

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“E’ venuto il momento – sottolinea Luisa Vergano, presidente di CNA Fita Piemonte Nord – di aggiornare le modalità di adeguamento annuale delle tariffe, un meccanismo sostanzialmente automatico in vigore dal 2007, per tenere conto in maniera più appropriata della qualità del servizio reso dai concessionari. Nonostante gli aumenti continuiamo a registrare, infatti, l’inadeguatezza della rete autostradale
italiana”.