Lutto nel nuoto: il ricordo del collega di tante gare e traversate Gianni Cardea e dell’istruttore dell’Arona Active Cinzia Guerra.

Lutto nel nuoto: chi era Berrini

Abitava a Sesto Calende ma ad Arona erano in molti a conoscerlo e ad apprezzarne le qualità, sportive e umane, in particolare tra i frequentatori della piscina Arona Active dove era solito allenarsi regolarmente ogni settimana, fino a poco tempo fa. Anche Arona piange Gianmaria Berrini, per tutti Gianni, spentosi sabato 24 novembre a 95 anni. Se ne va così un altro elemento di quel terzetto straordinario di decani del nuoto aronese di cui facevano parte anche i pluricampioni master Francesco Giannetta, mancato nel 2014, ed Ezio Cardea. E’ quest’ultimo a ricordare con affetto l’amico appena scomparso. «Era stato proprio Giannetta a presentarci un giorno a bordo vasca all’Arona Active circa dieci anni fa. Abbiamo vissuto tante gare, preparati dal nostro coach Alessandro Barra. Era davvero in gamba, non faceva mai meno di 60/70 vasche. Il nostro era un bel rapporto di amicizia, ci sentivamo tutte le settimane al telefono e ci vedevamo spesso, per me è come se lui fosse ancora qui con noi» .

“Era in grande sportivo”

A ricordare Berrini anche lo staff di Arona Active, in particolare Cinzia Guerra, coordinatore di scuola nuoto FIN e istruttore EAA di fitness in acqua: «Tra di noi – racconta – era nata un’amicizia davvero speciale, veniva in piscina il venerdì perché c’ero io e mi portava i cioccolatini per il suo compleanno o altre ricorrenze. L’ho sentito circa un mese fa quando mi ha chiamato per dirmi che non sarebbe più venuto a nuotare a causa di un problema cardiaco. Ci teneva a salutarmi, avevamo un bel rapporto e chiacchieravamo molto». Anche Guerra ne ricorda poi la determinazione e l’orgoglio: «Ci teneva molto a fare delle belle prestazioni, si metteva alla prova, teneva i tempi… per questo due anni fa smise di partecipare alla traversata, non sopportava l’idea di arrivare tra gli ultimi. Era un grande sportivo, non ha mai mollato. Ricordo che mi raccontava del suo ritorno dalla guerra a casa a piedi. Era infatti anche un grande camminatore: tempo fa andava da Sesto Calende a Milano a piedi per andare a trovare il cugino. Era un uomo forte e indipendente. Per la nostra società è certamente una grave perdita, era una figura storica e un grande esempio di tenacia per le nuove generazioni, ci mancherà tanto».