La Via Crucis di Esino Lario non finirà nelle mani di qualche magnate russo o emiro arabo, o per assurdo neppure della mitica casalinga di Voghera, che visti i prezzi avrebbe potuto benissimo aggiudicarsela. Anche perché quella del paesino di 700 anime in vendita nel Lecchese era tutta una finta. Per altro – come già sottolineato – perfettamente riuscita. L’epilogo della vicenda, salita agli onori delle cronache nazionali, è andato in scena oggi a Palazzo Lombardia, sede della Regione, dove s’è tenuto un convegno ad hoc sul problema dello spopolamento dei piccoli Comuni.

Epilogo in Regione con sorpresa

Come racconta GiornalediLecco.it, grande assente l’annunciato governatore Attilio Fontana. Presenti invece, come da copione il sindaco di Esino Pietro Pensa, il  coordinatore nazionale Anci per i piccoli Comuni Massimo Castelli e il  critico d’arte e opinionista Vittorio Sgarbi. Con lo loro anche Luca Spada, fondatore di Eolo, società di telecomunicazioni italiana e Internet Service Provider con sede a Busto Arsizio.

Paese in vendita nel Lecchese: l'epilogo in Regione (con sorpresa)
I protagonisti del convegno di Milano

Svelato l’arcano, infatti: “Vendesi Esino” è stata una mega operazione di marketing, una riuscitissima provocazione per richiamare l’attenzione sui problemi dei piccoli Comuni, primo fra tutti lo spopolamento. Ma non solo: ha rappresentato anche l’occasione per lanciare il progetto “Missione Comune”, promosso dal provider Eolo (società di telecomunicazioni italiana e Internet Service Provider con sede a Busto Arsizio, dove lavora anche il sindaco Pensa), che già ha portato la connessione veloce a Esino in occasione del raduno mondiale di Wikipedia nel 2016.

Ho chiesto a Pietro Pensa, sindaco di Esino Lario – ha spiegato Spada – di aiutarmi a far discutere del tema, nella speranza che questa provocazione aiuti ad attivare energie positive per salvaguardare l’immenso patrimonio dei piccoli centri” ha spiegato Spada. Ed ecco come è nata l’idea di mettere in vendita la “Perla delle Grigne”.