Riportano gli uliveti sulle colline del Vergante dopo anni di abbandono di una delle tradizioni più antiche della zona.

Riportano gli uliveti a Lesa

Alberto Rodi ed Enzo De Paoli, entrambi appassionati della coltura dell’olivo, nelle giornate di sabato 13 e domenica 14 con degli amici hanno fatto qualcosa che fino al diciassettesimo secolo era comune a Lesa: la raccolta delle olive. Il territorio lesiano e del Vergante nel passato vantava molte piantagioni di frutta, olivi e fiori, che assieme alla pesca di lago davano lavoro e guadagno alla popolazione locale. Successivamente con l’avvento di alcune fabbriche l’attività agricola si è ridimensionata fino quasi a scomparire.

Una scommessa vinta

Per i due lesiani si tratta di un successo per nulla scontato. “E’ stata un po’ una scommessa che abbiamo fatto – dicono i due amici – per vedere se ripiantando degli olivi si poteva ottenere dei risultati positivi in termini di produzione di olio di buona qualità. Il microclima e la temperatura qui sul lago sono elementi favorevoli per lo sviluppo ottimale di queste piante. Negli anni abbiamo sperimentato le tecniche più appropriate per la cura e potatura degli olivi, comprese quelle antiparassitarie, per combattere l’attacco della mosca olivaria che è la principale causa della scarsa produzione di olio. Con soddisfazione quest’anno possiamo dire di avere avuto dei riscontri positivi. Ne è la riprova la buona raccolta di questi due giorni. Venti piante piantate circa quindici anni fa hanno dato sei quintali di olive, che lavorate in un frantoio del lago d’Iseo, hanno prodotto settanta litri di buon olio extravergine d’oliva”.