Sacche sangue infetto da West Nile arrivavano da Borgomanero. Il direttore del Simt spiega che non ci sono allarmi.

Sacche di sangue infette

Nonostante l’autunno sia arrivato, resta alta l’attenzione verso il West Nile virus, complice la temperatura mite di queste ultime settimane che permette alle zanzare, portatrici del virus, di sopravvivere. E’ dei giorni scorsi, infatti, la notizia che nel novarese la presenza del virus è stata riscontrata nella sacca di sangue di un donatore.

La situazione a Borgomanero

Il Servizio Immunotrasfusionale (SIMT) di Borgomanero rassicura in merito alla sicurezza delle donazioni di sangue. Come spiega Giovanni Camisasca, direttore del SIMT. «A Borgomanero i due casi più recenti risalgono al mese di agosto. Ce ne siamo accorti grazie al test di biologia molecolare che viene effettuato su tutti i donatori al momento della donazione. Le sacche risultate infette sono state immediatamente scartate.

Dal momento della puntura il periodo di incubazione è breve, nel senso che quando si trova il virus si è molto vicini al momento in cui c’è stata la sintomatologia o può succedere che non si è ancora manifestata come nel caso dei due donatori. Infatti questi ultimi stavano bene al momento della donazione e hanno avuto successivamente una lieve influenza».

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