Taglio alle slot: uno studio di Ires Piemonte certifica una diminuzione del fenomeno ma una crescita complessiva degli altri giochi non toccati dalla legge regionale.

Taglio alle slot: a che punto siamo

A un anno dall’entrata in vigore della legge regionale antiludopatia, il gioco in Piemonte è in calo: lo certifica uno studio di Ires Piemonte – che Agipronews ha potuto visionare – realizzato su dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli elaborati e presentato questa mattina nel corso della riunione congiunta della terza e della quarta Commissione del Consiglio Regionale. Calo ovviamente prevedibile, visto che il distanziometro disposto dalla legge ha in pratica tagliato la quasi totalità delle slot negli esercizi pubblici. Un’analisi più accurata dei dati consente però di rilevare come, nell’ambito di un calo complessivo (si passa da 5,1 miliardi nel 2016 a una stima di 4,6 miliardi nel 2018), cresca la raccolta complessiva degli altri giochi, non toccati dalla legge regionale.

I giocatori “si spostano”

“Sembra quindi di capire – fa sapere Agipronews –  che i giocatori si stiano “spostando” da un gioco all’altro, senza che gli obiettivi fissati dalla legge contro le derive patologiche siano realmente centrati”. Secondo la ricerca Ires, il volume riguardante i giochi su rete fisica (esclusi gli apparecchi), è passato dai 3 miliardi circa del 2016 a oltre 3 miliardi e mezzo nel 2018. Senza contare la crescita accelerata del gioco on line: la spesa di gioco sui canali web (al netto delle vincite) è passata dai 58,7 milioni del 2016 ai 94,6 stimati per il 2018. “E ovviamente – concludono da  Agipronews – mentre gli effetti della legge mettono a serio rischio migliaia di posti di lavoro nei punti di gioco e negli esercizi pubblici, nessun distanziometro è applicabile alla rete”.