Enorme deposito di rame rubato dalle ferrovie scovato a Biandrate.

Importante operazione dei carabinieri forestali: trovato enorme deposito di rame

Il 21 maggio i militari del gruppo dei carabinieri forestali di Novara hanno scovato un enorme deposito di rame rubato. Sono infatti entrati in un capannone sul territorio di Biandrate, lungo la strada per San Nazzaro Sesia, di proprietà di un uomo residente a Cameri. B.L., queste le sue iniziali, classe 1971, è stato arrestato assieme a B.V., classe 1954, residente a Biandrate. I due sono stati trovati “quasi in flagranza di reato”: “Il 21 maggio, durante una serie di attività di controllo per verificare il rispetto delle norme in materia dell’ambiente, i carabinieri sono entrati nel capannone per verificare il rispetto delle norme sullo smaltimento rifiuti – scrivono i militari in una nota – nel corso dell’attività i militari accertavano la presenza di due grosse bobine di fune di rame ancora integre e dotate di numero di serie”.

I carabinieri hanno trovato un vero deposito di lavorazione del materiale rubato

Grazie al numero di serie si è poi potuti risalire al proprietario, mentre un’altra bobina di rame era già mancante della struttura di legno, e aveva il cavo già parzialmente srotolato e già lavorato. I militari hanno trovato anche un flessibile da taglio sulle bobine, ancora collegato alla presa elettrica. Durante i controlli sono stati trovati anche 4 grossi cumuli di rame già lavorato, tranciato in segmenti di varie misure senza più le targhette identificative. Accanto ai cumuli c’era una cesoia e due macchinari da taglio, anch’essi collegati a una presa elettrica.

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Il rame proveniva dalla ferrovia

Dagli accertamenti è emerso che il rame nel capannone di Biandrate proveniva dal deposito Rfi di Bussoleno, nel torinese, ed è stato rubato nel periodo compreso tra l’11 e il 15 maggio 2018. Durante i controlli i carabinieri hanno rinvenuto nel capannone anche numerosi altri beni di provenienza furtiva: pastiglie per la lavastoviglie, cavi elettrici, radiatori in ghisa e diversi vestiti.  Il 24 maggio il giudice per le indagini preliminari ha convalidato gli arresti di B.L. e B.V., disponendo per i due la misura degli arresti domiciliari per B.L. B.V. è stato invece colpito da un divieto di dimora nel comune di Biandrate.