Alpini in lutto per Angelo Foglia. E’ stato il presidente del gruppo delle Penne nere dal 1979 al 2010.

Alpini in lutto per lo storico presidente Angelo Foglia

Con la scomparsa di Angelo Foglia, classe 1928, venuto a mancare all’affetto dei suoi cari giovedì 20 settembre, se ne va un uomo e un personaggio che al paese e al gruppo locale degli Alpini ha dato moltissimo. Palpabile la commozione provata dalle sue Penne nere presenti ai funerali, svoltisi nella mattinata di sabato 22 e celebrati da don Arnaldo Giulini nella chiesa di Santa Margherita. Una cerimonia alla quale hanno partecipato anche gli Alpini della sezione Intra con i gagliardetti e il vessillo nazionale. Durante la funzione funebre è stato ricordato come egli abbia saputo vivere la malattia in spirito di serenità. A conclusione della cerimonia funebre è stata letta la preghiera dell’alpino. La salma è stata poi tumulata nel cimitero meinese.

Un simbolo per Meina e per le Penne nere

Nato a Meina, durante la sua vita Foglia aveva svolto con passione e competenza la professione di agronomo. Lo ricorda con affetto l’attuale capogruppo della sezione alpini, Franco Dantuono. “Ha creato il nostro gruppo nel 1979 – dice – l’anno prossimo avrebbe festeggiato con tutti noi il quarantesimo di fondazione. Eravamo la sua seconda famiglia. E’ sempre stato presente in ogni manifestazione o attività. E’ stato capogruppo fino ad otto anni fa, poi gli sono subentrato io. Discutevamo spesso, poiché aveva un carattere forte, ma alla fine trovavamo sempre un accordo. Ci mancherà. Per tutto quello che ha dato e fatto per la nostra associazione l’abbiamo eletto capogruppo onorario, e questo gli faceva piacere”.

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Il ricordo del figlio

Il figlio Achille ricorda con affetto la figura del padre. “E’ stato un padre severo – racconta – anche con me che ero il più piccolo dei due figli che ha avuto, però mi ha sempre insegnato a praticare i principi dell’onestà, della correttezza e dell’impegno nelle cose che si fanno. Valori che mi sono serviti poi da adulto nel lavoro per portare avanti e sviluppare la mia azienda di apparecchiature ospedaliere, che attualmente dà lavoro a 70 dipendenti. Ricordo che da studente durante le vacanze estive papà mi faceva fare il giardiniere. Non voleva che rimanessi nell’ozio e così mi ha fatto capire il valore del lavoro manuale. Qualità che ricordandolo, cercherò di trasmettere a mio nipote”.