Carolina Picchio, suicida a 14 anni: il Tribunale di Torino ha dichiarato “estinto” il reato per 5 ragazzi. “Capisco, ma il perdono spetta a Dio”, è stato il lapidario commento a caldo del papà della ragazzina morta.

Carolina Picchio

Aveva solo 14 anni Carolina quando, la notte del 5 gennaio 2013 si lanciò dalla finestra di casa sua esasperata dagli atti persecutori messi in campo nei suoi confronti da cinque bulli. Il Tribunale ha deciso che il reato per quei cinque ragazzi è “estinto”.

Le accuse

I giovani erano accusati a vario titolo di morte come conseguenza non voluta di altro reato, stalking, violenza sessuale di gruppo, diffamazione, detenzione di sostanze stupefacenti e detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. Nel 2016 avevano poi chiesto e ottenuto la “messa in prova” con un percorso di recupero: secondo il giudizio degli esperti i ragazzi si sarebbero pentiti di quanto fatto capendo la gravità degli atti di bullismo.

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I fatti

Quella notte del 2013 la ragazza di Oleggio, in provincia di Novara, decise di uccidersi lanciandosi dal terzo piano di un palazzo. Un gesto di disperazione arrivato proprio in seguito a una serie di pesanti e ripetuti atti di cyberbullismo. La ragazza aveva scritto un messaggio: “Le parole fanno più male delle botte, cavolo se fanno male”.

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La legge che porta il suo nome

Il papà di Carolina, Paolo Picchio è riuscito a trasformare il suo immenso dolore in qualcosa di propositivo. Grazie alla Senatrice oleggese Elena Ferrara, il decreto legge partito proprio dal novarese, è diventato legge nel maggio dello scorso anno.

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La sua storia rivive in un video

#maipiùunbancovuoto è la campagna contro il cyberbullismo lanciata da FARE X BENE Onlus. Una campagna che parte da un dato drammatico: una vittima su 10 di cyberbullismo tenta il suicidio. Per questo l’associazione ha realizzato un cortometraggio dichiaratamente ispirato alla storia di Carolina Picchio.