Cartelle cliniche gettate nei sacchi neri fuori dal consultorio di Castelletto. Il caso fa discutere.

Cartelle cliniche nei sacchi neri

Nei giorni scorsi ha fatto scalpore il caso capitato accanto al consultorio comunale di via Caduti per la Libertà a Castelletto. In alcuni sacchi neri erano stati gettati documenti contenenti dati sensibili e decisamente delicati che sono rimasti in bella vista esposti al pubblico che passeggiava lungo la strada per tutta la giornata. Una doppia violazione delle regole previste per il conferimento dei rifiuti. Perché da una parte non è stata rispettata la norma con la quale è stata istituita la raccolta tramite sacco conforme. Mentre dall’altra (e qui il caso è ben più grave) non sono state smaltite correttamente cartelle cliniche e note sanitarie specifiche.

Dati sensibili consultabili da chiunque

In barba a tutte le norme sulla privacy e sulla tutela dei dati sensibili infatti, era possibile consultare cartelle cliniche ginecologiche. Con tanto di fotografie, nomi, cognomi e informazioni decisamente delicate. I sacchi erano per altro aperti e il loro contenuto era visibile a chiunque passasse da quelle parti. E se da una parte l’Asl promette di avviare tutti i controlli necessari a stabilire la realtà dei fatti, il caso ha fatto discutere in tutto il paese. “Faremo i dovuti approfondimenti – scrivono dall’Asl, che ha la responsabilità anche del consultorio – in quanto le procedure di smaltimento dell’Asl No sono codificate e rigorose”.

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Una violazione che non riguarda solo le regole della differenziata

Nel corso degli ultimi anni tutti gli uffici e le attività che trattano documenti e dati personali sono stati obbligati a provvedere alla distruzione dei documenti contenenti informazioni giudicate “sensibili”. Come nomi, contatti personali e a maggior ragione informazioni sulla salute delle persone e sulle loro condizioni fisiche. Il codice della privacy prevede una responsabilità oggettiva del responsabile del trattamento dei dati personali. Quest’ultimo viene ritenuto responsabile, anche se smarrisce le carte a causa di una mancata “distruzione sicura”. I casi più gravi si configurano come reati di rilevanza amministrativa e penale che potrebbero anche dare luogo a sanzioni o a un periodo di reclusione.