Castelletto piange Massimo Menegon. Se ne va a 55 anni il fabbro della zona di Motto Falco.

Castelletto piange il fabbro di Motto Falco

Tutto il paese è in lutto per una vita che si è interrotta troppo presto e inaspettatamente. Il 22 luglio Massimo Menegon avrebbe compiuto 56 anni, e invece a causa di alcune complicazioni il suo cuore ha smesso di battere mentre era ricoverato in ospedale a Borgomanero. Castellettese doc, prima della zona di Brabbia-Buzzurri e poi di Motto Falco, Menegon incominciò a lavorare come fabbro che era ancora giovanissimo. “Terminò le scuole medie – raccontano la mamma Imelda, la sorella Cinzia e la nipote Debora – e iniziò subito a darsi da fare come fabbro, prima con suo zio e poi qualche anno più tardi anche mettendosi in proprio. Ha lavorato in un ferramenta a Varallo Pombia e poi anche a Sesto Calende”.

Una vita difficile segnata da molte difficoltà

La vita non gli ha mai regalato nulla e Massimo Menegon ha dovuto fare i conti con molti dispiaceri che alla fine lo hanno segnato nel profondo. «Prima ha perso molti dei suoi amici nel corso degli anni – racconta la sorella – e poi è arrivata la batosta dalla quale non si è più rialzato. Nel 2014, a soli 5 anni, è morta sua figlia Martina, che aveva avuto dalla sua compagna di quel momento. Da quella tragedia Massimo non è più stato lo stesso. Si è chiuso in se stesso, ha finito per essere più riservato, più burbero in famiglia, e poi si è ammalato. Prima è arrivata la polmonite e poi ha scoperto di avere un tumore a un rene. Avendo già altri problemi di salute, ha dovuto sottoporsi a un intervento molto delicato. I medici ci hanno detto che avrebbe avuto solo il 50% delle possibilità di farcela, ma per fortuna tutto è andato per il verso giusto, almeno in quel frangente. Anche se poi comunque la sua vita è cambiata: ha dovuto smettere di lavorare con i ritmi di prima e si è dovuto sottoporre a dialisi molto spesso”.

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La notizia inaspettata mentre era ricoverato in ospedale

Le condizioni di salute di Menegon sono precipitate la scorsa settimana. “Stava benissimo – racconta infatti la nipote Debora – poi domenica mattina ha iniziato ad avere la febbre molto alta. I miei famigliari lo hanno portato al pronto soccorso di Borgomanero, dove hanno deciso di tenerlo in osservazione. Tutto però sembrava sotto controllo. Poi lo hanno spostato in Rianimazione, siamo andati a trovarlo e lo abbiamo visto molto sofferente, ma mai avremmo pensato di ricevere la chiamata che invece ci è arrivata il giorno dopo. “Massimo è morto”, ci hanno detto dall’ospedale. Quando siamo andati a parlare con loro ci hanno detto che nessuno si sarebbe aspettato delle complicazioni come queste. Ci lascia un vuoto incredibile”.