Colpi di carabina contro una povera gatta a Borgo Ticino: per il caso si mobilita anche la Lav.

Colpi di carabina contro un gatto

In paese nei giorni scorsi si è verificato un incredibile atto di crudeltà verso un animale. Uno sparo ha colpito e attraversato il corpo di un’indifesa e adorabile gatta. Il grave episodio è avvenuto sabato 16 marzo, in pieno giorno, in una casa a corte di via San Giuseppe, proprio nelle vicinanze della scuola dell’infanzia paritaria Zanotti. Purtroppo, ancora oggi, le generalità dell’autore del gesto, restano ignote. La giovane gattina ha sempre avuto abitudini molto “casalinghe”, non si allontanava mai dal cortile. Dopo lo sparo è stata ricoverata in condizioni quasi disperate nella clinica veterinaria San Martino di Castelletto Ticino, dove ha subito un intervento chirurgico di emergenza.

La corsa dal veterinario e il piccolo miracolo medico

“La proprietaria ci ha riferito che la micina è uscita in giardino e stava bene, ma poi è rientrata in casa trascinandosi – spiega la veterinaria Francesca Mussinelli – è arrivata in clinica in cattive condizioni di salute, gravemente disidratata e molto abbattuta, con un importante dolore addominale e presentava un foro subito dietro le costole. Alla radiografia si è evidenziato un proiettile nella regione lombare sinistra, di conseguenza lo sparo l’ha trapassata andando a infilarsi nei muscoli della coscia opposta al foro di ingresso. Nel tragitto il proiettile ha lesionato gli organi interni, causando peritonite e danneggiando gravemente intestino e pancreas, per cui si è reso necessario un intervento chirurgico ed è stato asportato un piccolo tratto di intestino che era stato perforato dal proiettile. Il proiettile, per sue caratteristiche, è di quelli che si usano per le carabine ad aria compressa”. Nonostante le cure, per alcuni giorni, non si aveva la certezza che la micia sarebbe sopravvissuta. Poi è accaduto quello che tutti speravamo: il lento e difficile recupero le ha permesso di poter tornare a casa.

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E’ caccia al responsabile

Ad interessarsi immediatamente del delicato caso, preoccupandosi dello stato di salute della gatta ferita, l’associazione “Lav – Insieme per gli animali” di Arona. “Si tratta di un atto spregevole compiuto da chi crede di rimanere comunque impunito – dice la responsabile Maria Cristina Rossi – chi lo ha fatto ha mirato alla gatta, quindi era consapevole di commettere un reato: la traiettoria e le lesioni lo dimostrano. Mi chiedo come sia possibile sparare in una corte circondata da abitazioni e dove risiedono anche bambini. La clinica ha inviato denuncia agli Enti preposti, anche se non può essere che “contro ignoti”. Simili persone sanno che, nella maggior parte dei casi, non verranno identificati e quindi perseguiti. Non abbiamo il potere di decidere la punizione per chi causa tanto dolore, ma, se identificati, vogliamo pretendere che sia giusta e che prevenga altri maltrattamenti e reati”.