Connessione lenta a Divignano: il sindaco scrive alla Regione per chiedere un impegno sul fronte dell’avanzamento tecnologico.

Connessione lenta a Divignano: bisogna fare qualcosa

“Ci rendiamo conto di non essere una loro priorità, ma non possiamo più tollerare questa situazione: ci sentiamo tagliati fuori”. Con queste parole il sindaco Gianluca Bacchetta e l’assessore Filippo Pianta commentano il Piano strategico banda ultra larga (Bul) della Regione, che non prevede la copertura di Divignano in tempi brevi. Risultato: i cittadini non possono avere la connessione internet veloce via cavo. L’amministrazione ha scritto una lettera ironica a Torino, dopo aver saputo che il paese non rientra nell’elenco dei Comuni interessati da questo miglioramento tecnologico. Sopra la firma del primo cittadino figura un laconico e pungente “Commosso ringrazio”, a cui la Regione ha comunque replicato che il cantiere per Divignano aprirà nel 2020.

Il punto dell’assessore Pianta

“Quello che fa innervosire – sottolinea Pianta – è che il Piano doveva compiersi già nel 2018-2019 con la copertura dell’intero Piemonte. Ma poi è stato rimandato di un anno e adesso di un altro ancora. Siamo contenti che Torino ci abbia risposto, ma non condividiamo questo ottimismo. Sul sito del Mise (Ministero dello sviluppo economico), che loro ci allegano per monitorare gli sviluppi del progetto, si dice che nel 2017 hanno coperto il 37,6% del Piemonte. La loro previsione era che nel 2018 si arrivasse al 55%, nel 2019 al 70% e al 100% nel 2020. Ma il sito non è aggiornato da un anno e mezzo, sono dati aleatori!» Un’altra questione riguarda la velocità di connessione: i divignanesi al momento dispongono di una connessione via cavo che in alcuni paesi limitrofi è superata da anni. «Sembra incredibile, ma Telecom ci garantisce solo il vecchio modem 56k, con cui è difficile anche solo aprire una foto. Mandare una mail con allegati è impossibile. Non abbiamo l’Adsl e per fortuna Eolo ci offre la velocità di 30 megabytes wi-fi. Il 90% dei nostri cittadini ce l’ha. E’vero che non abbiamo molte imprese, ma alcune persone lavorano da casa e anche per un uso domestico oggi l’Adsl è il minimo sindacale della qualità”.