Frode da 300 milioni: anche novaresi indagati dalla Finanza. Inchiesta partita dal Tribunale di Milano ed eseguita dalla Guardia di Finanza di Rho.

Frode da 300 milioni

Ci sono anche dei novaresi fra gli indagati coinvolti in una rete criminale che dalla Lombardia ha orchestrato una frode fiscale valutata sui 300 milioni di euro.

Lo ha svelato la Guardia di Finanza che ieri, mercoledì 4 luglio, ha mosso oltre 200 finanzieri.

Un blitz che ha dato esecuzione a 21 ordinanze di custodia cautelare. Eseguite pure numerose perquisizioni un po’ in tutta Italia, in Piemonte nelle province di Torino, Biella, Novara e Vercelli.

Oltre 50 indagati, 5 in carcere

Sono finite in carcere 5 persone (tra cui 2 commercialisti) e 12 agli arresti domiciliari. Inoltre quattro liberi professionisti sono stati colpiti con l’obbligo di firma.

Sanciti pure l’interdizione per un anno dall’esercizio dell’attività e il divieto di assumere uffici direttivi. Sono oltre 50 gli indagati a piede libero.

È questo l’esito dell’attività d’indagine coordinata dai sostituti procuratori della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, Gianfranco Gallo e Maurizio Ascione e delegata al Gruppo della Guardia di Finanza di Rho.

Smantellata rete criminale

L’operazione ha permesso di smascherare un sistema associativo che ha attuato una frode ai danni dell’Erario del valore di quasi 300 milioni di euro.

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Frode attuata mediante la costituzione di un consorzio di società operanti nel settore della macellazione e della lavorazione delle carni.

Un consorzio fittizio

In particolare, è stata eccepita l’inconsistenza dell’intera struttura consortile utilizzata come mezzo per la monopolizzazione del mercato di riferimento e la movimentazione di ingenti masse di capitali illeciti.

Si trattava in realtà di società intestate a meri “prestanome”.

In queste aziende venivano sistematicamente creati rilevanti crediti IVA fittizi, attraverso la presentazione di dichiarazioni annuali fraudolente (mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti).

Sequestrati  ville e auto di lusso e persino 2 yacht

In esecuzione della medesima ordinanza, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Milano, Guido Salvini, è stato altresì eseguito un provvedimento di sequestro.

Sono stati confiscati oltre 90 immobili tra ville di lusso, appartamenti, ristoranti, locali notturni. Ma non solo: 35 auto tra cui numerose di lusso, 2 yacht, più di 200 compendi societari. Per continuare con conti correnti, disponibilità liquide, gioielli e 7 cassette di sicurezza, per un valore complessivo di circa 60 milioni.