In tribunale dice:  “Prendo la pistola e sparo”, il cittadino aronese passa da testimone a possibile imputato.

In tribunale dice cose controproducenti e passa dalla parte del torto

Da presunta vittima a possibile incriminato. Guai all’orizzonte per un aronese di 77 anni, comparso per due volte in tribunale nel mese di marzo in qualità di testimone, in relazione a una vicenda in cui, ritenendosi parte offesa, ha dichiarato di essere stato raggirato da due donne che lo avrebbero “alleggerito” di alcune migliaia di euro che lui nascondeva in casa. Le imputate rispondono di esercizio arbitrario delle proprie ragioni (delitto commesso da chi, al fine di esercitare un preteso diritto, pur potendo ricorrere al giudice, si fa arbitrariamente ragione da sé medesimo, mediante violenza sulle cose o usando violenza o minaccia alle persone).

Prima le intemperanze, poi la frase shock

Dopo le intemperanze verbali di cui si è reso protagonista a palazzo di giustizia, l’uomo rischia ora di essere a sua volta denunciato. Deciderà la Procura. Il processo di cui vi stiamo raccontando è in corso di svolgimento a Verbania, davanti al giudice Raffaella Zappatini e al pubblico ministero, Maria Portalupi. Lo scorso 14 marzo mentre forniva la testimonianza in aula, il 77enne ha più volte espresso giudizi – anche nei confronti dei carabinieri presenti – giudicati irrispettosi, tanto che il suo stesso avvocato Alberto Zanetta, dopo aver tentato invano di placare le intemperanze verbali del cliente, s’è tolto toga e bavaglino e se n’è andato, non prima però di aver comunicato al Cancelliere la dismissione del mandato. Il giudice ne ha preso atto e ha sospeso immediatamente l’udienza, aggiornandola alla settimana successiva. Tornato in aula, però, l’aronese ha peggiorato la propria situazione. Avrebbe dovuto essere l’occasione buona per riprendere il filo del discorso su quel presunto “furto” di diverse migliaia di euro subìto in casa e, invece, al termine dell’udienza di venerdì 21, a quanto pare nuovamente innervosito, il 77enne avrebbe detto al pm Portalupi «porto la pistola e sparo…».

Leggi anche:  Arona spaccata in pieno centro all'alba

Il giudice prende nota del nome e si prepara a procedere

Ascoltate quelle parole, il giudice Zappatini le ha fatte mettere a verbale, poi ha fatto identificare i presenti e, quindi, chiesto l’estratto della registrazione. Dopo di che, ha inviato il materiale alla procura della Repubblica. La quale dovrà ora valutare se ci siano o no reati da perseguire nei confronti dell’aronese. L’uomo, per quanto è dato sapere, risulta incensurato. Nella sua vita non era mai stato in un’aula di tribunale. Potrebbe essere questa l’unica parziale scusante all’atteggiamento che ha tenuto.