Non cacciatemi: l’uomo racconta di venire spesso allontanato dai vigili. “Mi dicono che non posso stare seduto ma io ho sessant’anni e problemi a una gamba”.

Non cacciatemi da Arona: il caso

Jurgen Fisher è una vecchia conoscenza per molti aronesi e anche per i lettori del Giornale di Arona che in questi anni hanno letto delle vicissitudini del clochard tedesco e del suo amico Josef. I due infatti stazionavano ad Arona da quasi vent’anni, chiedendo l’elemosina sui corsi cittadini. La loro «base» era diventata il complesso diroccato di proprietà del comune che si affaccia sul lago sulla strada che conduce a Meina. Questo fino al 2015, quando il sindaco Alberto Gusmeroli emise un’ordinanza di sgombero a causa del pessimo stato strutturale e igienico dell’abitazione.

Il Comune decise che Josef, reso invalido da un ictus e non più autosufficiente, sarebbe stato trasferito in casa di riposo, dove si trova tuttora. Jurgen invece trovò sistemazione con i suoi inseparabili cani a Cireggio, frazione di Omegna nell’area donatagli da un amico dove costruì una piccola casa in legno dove tuttora vive. Per i due uomini, oltre ai Servizi sociali, si mossero molti aronesi e non solo, comprese le associazioni Amici del lago e La Rocca nel cuore.
Nonostante il suo trasferimento a Omegna, Jurgen non ha mai spezzato il filo che lo legava alla «sua» Arona, dove ha in questi anni continuato a fare ritorno in treno un paio di giorni alla settimana per chiedere la carità, solitamente il sabato e il martedì, in occasione del mercato.

“Mi dicono che ora c’è questa legge…”

Proprio martedì scorso il mendicante tedesco ha varcato la soglia della redazione per raccontare di essere stato più volte allontanato dai vigili dal posto in cui si era fermato per chiedere l’elemosina, un gesto vissuto come un vero torto. «Mi hanno detto che ora c’è questa legge per cui non posso sedermi per ricevere quello che le persone decidono liberamente di darmi per aiutarmi – racconta amareggiato nel suo italiano stentato ma comprensibile – ma io ho 60 anni e vengo qui da più di venti, peraltro ho un problema a un ginocchio e faccio fatica a camminare e stare in piedi».

In effetti a giocare contro Jurgen e gli altri mendicanti c’è uno strumento introdotto dalla Legge Minniti del 2017, il “Daspo”, un ordine di allontanamento di soggetti non residenti che, però, «violano il Regolamento di polizia Urbana e generano degrado». Il provvedimento permette di allontanare per 48 ore dal territorio comunale venditori ambulanti e parcheggiatori abusivi o chiunque violi il regolamento di polizia urbana, che recita in un suo punto: «In tutto il territorio comunale su ogni spazio pubblico è vietato: molestare i passanti in alcun modo e anche offrendo oggettistica; avvicinarsi ai veicoli in circolazione al fine di offrire servizi quale il lavaggio di vetri; nei parcheggi pubblici porre in essere comportamenti finalizzati a chiedere a chiunque si trovi in quei luoghi denaro o altra utilità, compreso rendersi disponibili a portare o scaricare merce, pacchi o borse, individuare posteggi liberi o offrire servizio di custodia abusiva nei parcheggi pubblici».

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L’appello al sindaco

Va altresì precisato che Jurgen non «mette in atto» alcun comportamento se non quello di rimanere seduto in strada con i suoi cani in attesa dell’aiuto dei passanti e, per lui, Arona è sempre stata una piazza abbastanza generosa e accogliente dove ha trovato amici pronti ad aiutarlo in più di una occasione. Di qui il suo appello al sindaco, che spera di poter incontrare a breve: «Non faccio nulla di male, non è giusto limitare la mia libertà in questo modo. Non ho mai dato fastidio a nessuno né avuto mai problemi con la legge. Voglio solo mi lascino libero e permettano a chi vuole di aiutarmi a vivere, per comprare un po’ di legna da mettere nella stufa e del cibo per me e i miei cani».

 

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