Sulle Ande per i bambini dell’ospedale di Novara: il borgomanerese Nico Valsesia in una spedizione solidale.

 

Sulle Ande

È partita ufficialmente mercoledì 2 gennaio la spedizione #7k4thefuture, che punta a raggiungere la vetta dell’Aconcagua, sulle Ande argentine, per lanciare un progetto dedicato ai bambini lungodegenti dell’ospedale di Novara. Pietro Presti, direttore generale della Fondazione Tempia (che, con la Fondazione Agnelli di Torino, ha lanciato l’iniziativa) e il cineoperatore e documentarista Alessandro Beltrame raggiungeranno il borgomanerese Nico Valsesia in Sudamerica dopo un viaggio di quasi 24 ore tra voli aerei e scali. Si tratta della prima tappa di avvicinamento a una delle sette montagne più alte del mondo, che stanno affrontando cercando di superare circa 1500 metri di dislivello in tre giorni per raggiungere i 6962 metri della vetta. A guidare la spedizione penserà Valsesia che, nel 2016, ha conquistato il record del mondo di scalata dell’Aconcagua partendo dal livello del mare, in una delle sue imprese denominate “From zero to…” in cui l’atleta di Borgomanero è partito in bicicletta per proseguire sugli sci e a piedi per superare nel minor tempo possibile i dislivelli più estremi.

Il messaggio di Giovanni Storti

Ad accompagnare il terzetto nella spedizione è arrivato un messaggio speciale: è un breve video di Giovanni Storti, l’attore e cabarettista di Aldo, Giovanni e Giacomo, che ha nel trekking e nella montagna una delle sue grandi passioni. Tra i suoi “maestri” c’è anche Nico Valsesia e così ha deciso di inviare un “in bocca al lupo” particolare per questa impresa che ha anche un particolare fine benefico.

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L’obiettivo

L’obiettivo di #7k4thefuture è di far parlare del futuro dei bambini costretti a lunghe cure in ospedale e, soprattutto, della possibilità di farli continuare a studiare, perfino durante la degenza, e di sentirsi come i loro coetanei. Per questo il progetto prevede il lancio di una raccolta fondi per acquistare gli strumenti tecnologici necessari per la cosiddetta “scuola in ospedale integrata”. Si tratta di creare un collegamento audio e video tra le stanze del reparto e le scuole dei giovanissimi pazienti per far sì che non solo possano restare in pari con il programma di studio ma che si sentano come in classe, con un beneficio psicologico che si somma a quello didattico. La Fondazione Agnelli ha promosso un progetto simile a Torino fin dal 2015 e una prima fase sperimentale è stata avviata nei mesi scorsi anche a Novara. Il fine di #7K4thefuture è di ottenere risorse sufficienti per trasformarlo in un servizio organico nel reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Maggiore della Carità di Novara.