La Ager brucia ancora: il fenomeno è stato risolto immediatamente nella notte.

Dopo due mesi la Ager brucia ancora

Un nuovo episodio di autocombustione si è verificato ieri sera nel deposito della Ager srl di Tornaco. La ditta è attiva nel settore del riciclaggio attraverso il recupero di manufatti e scarti in gomma tramite la loro trasformazione in granuli o polvere che vengono poi impiegati nei settori calzaturiero, edile, sportivo, automobilistico ed elettrodomestico.

Il comunicato dell’azienda che rende noto l’accaduto

“Come era accaduto nel pomeriggio del 4 febbraio scorso – spiegano infatti dall’azienda – le fiamme si sono sviluppate in due sacconi contenenti “polverino”, che è una materia prima che ci viene conferita per le nostre produzioni, stoccati nel piazzale. L’incendio è stato subito domato grazie alla tempestività dell’intervento dei nostri dipendenti e dei Vigili del fuoco e alle tre di notte l’incidente era completamente risolto. Erano presenti sul posto anche il sindaco, i carabinieri e i tecnici dell’Arpa, dai cui rilievi è risultato essere tutto nei parametri”.

Si approfondiranno le cause dell’incendio di polverino

“Ringraziamo tutti per il pronto intervento – dicono quindi dall’azienda tornacese – e approfondiremo nuovamente con il fornitore le cause del comportamento anomalo di un materiale che non aveva mai dato problemi e che dopo l’incendio di febbraio lo stesso fornitore ci aveva assicurato essere conforme. Proprio in seguito all’episodio di febbraio abbiamo avviato una collaborazione con un laboratorio che sta conducendo analisi molto approfondite sul materiale per capire che cosa sia cambiato nella sua composizione senza che ci sia stato comunicato dal fornitore”.

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La ditta precisa la propria attenzione all’ambiente

“Ager, nata nel 1964 – concludono nel comunicato – da sempre attenta all’ambiente, ha perseguito negli anni una politica finalizzata al risparmio energetico e alla riduzione dei consumi. Tra le iniziative attivate dall’azienda, nella quale lavorano una decina di persone, ci sono anche la ristrutturazione e l’adeguamento della centralina realizzata alla fine dell’800 per sfruttare il salto naturale del canale irriguo noto come “diramatore Quintino Sella” che le ha consentito di disporre di una centrale idroelettrica per la produzione di energia “pulita” e di un sistema a circuito chiuso per il raffreddamento degli impianti”.