A Cuneo la Pro Piacenza si è presentata con sette ragazzini e un dirigente, assente anche l’allenatore.

Cuneo e Pro Piacenza 11 contro 7, anzi 8

L’inizio del match è slittato di 45 minuti per valutare la regolarità delle carte. Il Cuneo – che non poteva fare altro che giocare la sua partita – ha cominciato a segnare al terzo minuto. Al 10′ il risultato era 4-0, all’intervallo 16-0. La partita si è conclusa con un 20-0.

Nel Pro Piacenza a un certo punto è sceso in campo anche il massaggiatore Alessio Picciarelli, classe 1980.

La squadra emiliana è ormai fallita da diverso tempo. I giocatori tesserati della prima squadra sono in sciopero da molte settimane a causa del mancato versamento degli stipendi e più in generale delle condizioni in cui versa la società, indebitata fino al collo e ormai destinata a sparire.

Ieri, domenica 17 febbraio era obbligatorio presentarsi e giocare la partita, pena l’esclusione anticipata del campionato.

Situazione surreale

Il presidente della FedercalcioGabriele Gravina commenta:

“Sarà l’ultima farsa. Quanto accaduto a Cuneo con la squadra del Pro Piacenza è un insulto allo sport e  e ai suoi principi fondanti.

La nostra responsabilità è quella di tutelare la passione dei tifosi, gli imprenditori sani e la credibilità dei nostri campionati: quella cui abbiamo assistito, nostro malgrado, sarà comunque l’ultima farsa”.

Fabiano Santacroce, ex difensore di Napoli e Parma e ora capitano del Cuneo commenta con queste dure parole:

“E poi ci sono domeniche dove ti ritrovi così.. sul 13 a 0 nel primo tempo contro una squadra che gioca con 6 ragazzi di 17 anni e un dirigente come difensore centrale… senza parole..Provo solo vergogna per chi ha reso possibile tutto ciò”.

La reazione violenta dal mondo Social

Al Fratelli Paschiero di Cuneo è andata in scena una pagina grottesca nella storia del calcio italiano. Sui Social il mondo sportivo si divide in due.

Leggi anche:  Gianluca Peracini portiere a 47 anni

Sulla pagina facebook dei tifosi del Cuneo un utente ha augurato ai biancorossi di fare la fine della Chapecoense, il club brasiliano entrato suo malgrado nella storia per l’incidente aereo che ha cagionato il decesso di tutti i suoi giocatori.

Su Twitter dilagano i commenti contro il governo del calcio, ma anche contro il Cuneo che ha umiliato una squadra di ragazzini scesa in campo con appena sette giocatori. Altri invece sottolineano come i padroni di casa abbiano fatto quello per cui ogni domenica sono chiamati a fare, ossia giocare a calcio.

QUI ULTERIORI DETTAGLI.